L'approccio metodologico adottato attinge a sette famiglie di tecniche:

 

  • OLISTICO - CORPOREE

  • SISTEMICHE SOCIO - COSTRUZIONISTE

  • IPNOTICO - STRATEGICHE

  • NARRATIVO - DIALOGICHE

  • COSTRUTTIVISTE

  • PSICODRAMMATICHE

  • COGNITIVO - COMPORTAMENTALI

 

​Il modello teorico di riferimento è l'interazionismo semiotico. Si tratta di un paradigma, fratello maggiore del socio-costruzionismo, sorto nell'ambito della tradizione pragmatista americana, come riflessione epistemologica sulla natura del pensiero, dei vissuti e delle azioni umane.

In particolare l'interazionismo semiotico mette in luce le trappole teoriche e gli errori metodologici compiuti dalle stesse scienze psicologiche. E guida lo psicoterapeuta in scelte operative fondate su obiettivi pragmatici di efficacia.

Con rigore epistemologico lo psicoterapeuta interazionista si muove diversamente dal terapeuta ideologico, ossia affiliato ad una scuola e ad una pratica metodologica, e dallo psicoterapeuta eclettico.

Il problema del primo è l'ostinazione con cui usa gli stessi concetti e strumenti anche quando risultano inadeguati. Pare più interessato a conformare il paziente alla sua teoria.

Il problema del secondo è il disordine con cui tenta strade differenti senza poter mettere in discussione i suoi risultati. Perdendosi in tentativi non accompagnati da una seria e faticosa riflessione il terapeuta eclettico rischia di perdere di vista anche il paziente.

 

​Il modello interazionista ha fondato le premesse postmoderne di un'operatività pragmatica e creativa: non esiste un solo modo per vedere e trattare una situazione; molteplici possono essere le versioni della realtà e, soprattutto, gli orizzonti di cambiamento.

Il terapeuta interazionista esercita piena autonomia nella definizione dei modelli operativi da adattare alla situazione. E per la costruzione artigianale del suo intervento attinge a modelli di cui comprende la visione del mondo che comportano. Ogni teoria, ogni metodo, come una metafora, propone una struttura, una forma a quella che usualmente viene chiamata realtà, o verità.

Pertanto la metafora narrativa (White M., 1992) consente di trattare narrazioni, la metafora dell’uomo scienziato (Kelly G. A., 1955) costrutti, la metafora del sistema (Watzlawick P., Beavin J.H., Jackson D.D., 1997) regole e livelli di comunicazione, la metafora teatrale (Goffman E., 1959) faccia e proprietà situazionali, la metafora discorsiva (Harré R., Gillett G., 1994) posizionamenti, la metafora dell’azione (Nardone G., Watzlawick P., 1990) tentate soluzioni…
La scelta operativa di una mappa ha carattere di discrezionalità ma anche di reversibilità nella misura in cui resta vero per lo psicoterapeuta che si tratta di una scelta.